1 – Definisci il concetto di handicap distinguendolo da quello di menomazione e da quello di disabilità.
L’handicap è una condizione di svantaggio che limita o impedisce il ruolo normale a livello sociale e culturale.
Questa condizione di disagio è causata da una disabilità. Per menomazione si intende una perdita o una anomalia che interessa le strutture o funzioni psicologiche, fisiologiche o anatomiche. Per disabilità si intende, invece, la capacità di svolgere un’attività ed è conseguenza diretta di una menomazione.
2 – Cosa si intende per diagnosi funzionale?
La diagnosi funzionale è una valutazione il cui scopo e’ quello di analizzare dinamicamente l’entità del deficit e del potenziale residuo.
3 – Quali sono le principali tipologie di intervento che le diverse condizioni di handicap possono richiedere?
Le diverse condizioni di handicap possono richiedere altrettanti diversi tipi di interventi, che possono essere così sintetizzati: intervento medico, intervento psicologico, intervento educativo, intervento sociale e, infine, intervento riabilitativo.
4 – Quali sono le caratteristiche essenziali che deve avere un qualsiasi intervento fatto su un soggetto con handicap?
Le caratteristiche principali sono la storicità, la globalità, la partecipazione attiva della sua famiglia al progetto, la ricerca di una migliore qualità di vita, e la programmazione puntuale.
5 – Lo sviluppo del linguaggio nel bambino audioleso presenta qualche difficoltà. Prova a spiegarne le ragioni.
Le ragioni per cui un bambino audioleso incontra delle difficoltà nello sviluppo del linguaggio vanno ricercate nella tempistica di apprendimento, cioè vi è un ritardo nell’acquisizione di tale linguaggio rispetto ai propri coetanei. Questo ritardo si riduce negli ambienti familiari in cui vive il bambino dove è presente un genitore con lo stesso problema, in quanto quest’ultimo aiuterà il bambino nel linguaggio con la lingua dei segni. Lo stesso discorso vale anche per la lingua scritta.
6 – Quali sono le tappe principali dello sviluppo psicologico nei soggetti con deficit motorio?
Nel bambino la coscienza dell’handicap avviene nel pieno dello sviluppo del linguaggio e della percezione. La maturazione di tale consapevolezza porta il soggetto verso stati depressivi. Un altro aspetto importante è il progressivo ritiro dalla realtà per rifugiarsi nella fantasia o l’elaborazione di una immagine compensatoria falsa, e di conseguenza un forte isolamento sociale da cui deriva una scarsa maturazione di tipo sessuale.
7 – Come avviene lo sviluppo cognitivo nei bambini con deficit visivo?
Lo sviluppo cognitivo nei soggetti con deficit visivo è relativo a vari fattori come l’età in cui insorge il deficit, l’entità e il tipo.
La mancanza dello stimolo visivo causa un ritardo non solo della motricità, ma anche delle attività della prima infanzia ad essa collegate.
8 – Che tipo di disturbi di personalità possono presentarsi nel caso di soggetti con disabilità intellettiva?
I sintomi di questo tipo di handicap variano a seconda dell’età del soggetto colpito. Nei ragazzi più grandi si manifestano sintomi come l’ansia, la paura dell’insuccesso e la tendenza al ritiro; in quelli più piccoli, invece abbiamo il manifestarsi di sintomi quali impulsività, iperattività e bassa tolleranza alle frustrazioni.
9 – Descrivi le principali caratteristiche del disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività.
Il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività è una sindrome i cui soggetti colpiti mostrano distraibilità, scarse capacità attentive, eccitabilità motoria, disturbi del sonno e una bassa tolleranza alla frustrazione.
10 – Che possibilità di trattamento esistono nel caso di disturbo autistico?
Il bambino autistico deve essere accompagnato in questo percorso sia dalla famiglia, che da un terapista.
All’interno del nucleo familiare bisogna avere un atteggiamento di totale disponibilità, eseguire interventi intensivi e prolungati, coinvolgere e farsi coinvolgere, mettere in atto le tecniche di modificazione del comportamento con rinforzi positivi (premio) e negativi (punizione).
Al terapista spettano dei compiti un po’ più impegnativi: primo fra tutti la messa in opera del metodo della comunicazione facilitata, un metodo di comunicazione alternativo che permetterà al bambino di digitare su una tastiera dei segni e simboli.