{"id":38,"date":"2019-03-30T17:18:31","date_gmt":"2019-03-30T17:18:31","guid":{"rendered":"https:\/\/amaranui.netsons.org\/?p=38"},"modified":"2019-03-30T17:23:34","modified_gmt":"2019-03-30T17:23:34","slug":"morbo-di-alzheimer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/amaranui.netsons.org\/?p=38","title":{"rendered":"Morbo di Alzheimer"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La\nmalattia di Alzheimer \u00e8 la forma pi\u00f9 comune di demenza degenerativa\nprogressivamente invalidante con esordio prevalentemente in et\u00e0 presenile\n(precede l\u2019anzianit\u00e0 oltre i 50 anni), ma pu\u00f2 manifestarsi anche in epoca\nprecedente. Si stima che circa il 50-70% dei casi di demenza sia dovuto a tale\ncondizione, mentre il 20% \u00e8 demenza vascolare. Il sintomo pi\u00f9 precoce frequente\n\u00e8 la difficolt\u00e0 a ricordare eventi recenti. Con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0 possiamo\navere sintomi come: afasia, disorientamento, cambiamenti repentini di umore,\ndepressione, incapacit\u00e0 di prendersi cura di se, problemi del comportamento.\nCi\u00f2 porta il soggetto a isolarsi nei confronti della societ\u00e0. A poco a poco le\ncapacit\u00e0 mentali basilari vengono perse. Anche se la velocit\u00e0 di progressione\npu\u00f2 variare, l\u2019aspettativa media di vita dopo la diagnosi \u00e8 dai 3 ai 9 anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le\ncause della malattia fino ad oggi sono sconosciute; probabilmente l\u2019origine \u00e8\nplurifattoriale, legata cio\u00e8 a valori genetici, ambientali, o anche allo stile\ndi vita. Il fattore di rischio pi\u00f9 importante per lo sviluppo della malattia \u00e8\nl\u2019et\u00e0, soprattutto tra i 75 e gli 85 anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il\ndecorso della malattia \u00e8 diviso in 4 fasi, con un modello progressivo del\ndeterioramento cognitivo e funzionale.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Fase Pre-demenza:<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I\nprimi sintomi sono spesso subdoli ed erroneamente attribuiti all\u2019invecchiamento\no stress. Uno dei sintomi pi\u00f9 evidenti \u00e8 la difficolt\u00e0 a ricordare i fatti\nsuccessi di recente e l\u2019incapacit\u00e0 di acquisire nuove informazioni. Piccoli\nproblemi di attenzione, di pianificare azioni, di pensiero astratto o problemi\ncon la memoria semantica (memoria che collega la parola al suo significato)\npossono essere sintomatici delle prime fasi dell\u2019Alzheimer.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Fase Iniziale:<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In\nuna piccola percentuale difficolt\u00e0 nel linguaggio, nell\u2019eseguire azioni, nella\npercezione o nell\u2019esecuzione di movimenti complessi; sono pi\u00f9 evidenti problemi\ndi memoria. All\u2019inizio l\u2019Alzheimer non colpisce allo stesso modo tutti i tipi\ndi memoria. Vecchi ricordi della vita personale (memoria episodica), le nozioni\napprese (memoria semantica) e la memoria implicita (la memoria del corpo su\ncome fare le cose, come l\u2019utilizzo di una forchetta per mangiare) sono colpiti\nin misura minore rispetto a nozioni imparate di recente. In questa fase la\npersona con il morbo di Alzheimer \u00e8 di solito in grado di comunicare\nadeguatamente e di eseguire molti compiti in modo indipendente; potrebbe avere\nbisogno di assistenza o di controllo per le attivit\u00e0 pi\u00f9 impegnative\ncognitivamente.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Fase Intermedia:<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il\nprogredire dell\u2019Alzheimer ostacola l\u2019indipendenza dei soggetti i quali\nlentamente non sono pi\u00f9 in grado di svolgere le attivit\u00e0 quotidiane. Le\ndifficolt\u00e0 linguistiche diventano evidenti per via dell\u2019afasia. La scrittura e\nla lettura vengono lentamente abbandonate. Le sequenze motorie complesse\ndiventano meno coordinate col passare del tempo e aumenta il rischio di cadute.\nIn questa fase i problemi di memoria peggiorano e la persona pi\u00f9 non\nriconoscere i parenti pi\u00f9 stretti. La memoria a lungo termine che in precedenza\nera intatta, diventa compromessa. I cambiamenti comportamentali e\nneuro-psichiatrici diventano pi\u00f9 evidenti. Si pu\u00f2 passare rapidamente\ndall\u2019irritabilit\u00e0 al pianto; non sono rari impeti di rabbia o di resistenza al\n\u201ccaregiver\u201d.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Fase Finale: <\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante\nle fasi finali, il paziente \u00e8 completamente dipendente dal caregiver. Il\nlinguaggio \u00e8 ridotto a semplici frasi o parole, anche singole, portando infine\nalla completa perdita della parola. Anche se l\u2019aggressivit\u00e0 pu\u00f2 ancora essere\npresente, l\u2019apatia e la stanchezza sono i sintomi pi\u00f9 comuni. Le persone con\nmalattia di Alzheimer non saranno in grado di eseguire anche i compiti pi\u00f9\nsemplici in modo indipendente; la massa muscolare e la mobilit\u00e0 si deteriorano\nal punto in cui sono costretti a letto e incapaci di nutrirsi. La causa della\nmorte \u00e8 di solito un fattore esterno, come un\u2019infezione o una polmonite.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Diagnosi<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La\nmalattia di Alzheimer \u00e8 di solito diagnosticata clinicamente dalla storia del\npaziente, da osservazioni cliniche, dalla presenza di particolari caratteristiche\nneurologiche e neuro-psicologiche e per l\u2019assenza di condizioni alternative. Se\nsi riscontrano almeno 4 campanelli di allarme, \u00e8 bene parlare con il medico di\nfamiglia. Questi, rilevato il peso dei sintomi e delle paure, potr\u00e0 indirizzare\nad un centro specialistico (Unit\u00e0\ndi Valutazione Alzheimer &#8211; UVA). Il percorso diagnostico dell\u2019UVA si\nbasa su:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Colloquio col presunto malato e con un familiare<\/li><li>Visita medica<\/li><li>Esami del sangue<\/li><li>Esami strumentali (TAC, risonanza magnetica, e la PET)<\/li><li>Test neuro-psicologici<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Vissuto psicologico dei familiari dei\nmalati di Alzheimer<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si parla di Alzheimer si \u00e8 portati a pensare alla\nsofferenza che una malattia degenerativa di questo tipo comporta nella persona\nche ne viene colpita. Le problematiche connesse al morbo di Alzheimer, tuttavia\nsi ripercuotono nell\u2019intero sistema socio-familiare nel quale \u00e8 inserita la\npersona affetta da Alzheimer.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il morbo di Alzheimer, proprio in virt\u00f9 dei numerosi\ncambiamenti che provoca nell\u2019identit\u00e0 della persona, conduce il familiare a\nsperimentare stati d\u2019animo e vissuti contraddittori che oscillano dal senso di\nimpotenza, solitudine, incomprensione, al senso di colpa e sentimenti di\ntristezza dovuti al fatto di non riconoscere pi\u00f9 il proprio congiunto, di\nconvivere con una persona completamente diversa da quella conosciuta anni\nprima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A partire dal momento della diagnosi, il percorso che\ncompie un caregiver nel processo di presa di consapevolezza della malattia del\nproprio familiare, pu\u00f2 essere sintetizzato in 3 fasi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Reazione emotiva: fase durante la quale i\nfamiliari cercano di gestire o scaricare l\u2019ansia generata, la paura, le\nemozioni negative scaturite nel momento in cui viene comunicata ufficialmente\nla diagnosi di demenza.<\/li><li>Elaborazione cognitiva: nel corso di questa fase\nsi cerca di capire la causa, il perch\u00e9 della comparsa della malattia nella\npropria famiglia, si va alla ricerca delle \u201ccolpe\u201d, si prova a negare la\nmalattia e a sminuirla.<\/li><li>Ristrutturazione: in quest\u2019ultima fase i\nfamiliari arrivano ad una accettazione, sofferta e in parte rassegnata, della\nmalattia, dei limiti che questa comporta, con una forte attenzione alla\nvalorizzazione delle risorse rimaste.<\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La malattia di Alzheimer \u00e8 la forma pi\u00f9 comune di demenza degenerativa progressivamente invalidante con esordio prevalentemente in et\u00e0 presenile (precede l\u2019anzianit\u00e0 oltre i 50 anni), ma pu\u00f2 manifestarsi anche in epoca precedente. 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